martedì 6 settembre 2011
NELLA NOTTE DELLO STILE ITALIANO (6 e 7 AGOSTO): ARANCINI ALLO ZAFFERANO DI CITTA' DELLA PIEVE (Pg)
Sabato 6 il cibo di strada con il Croco faranno da antipasto alla cena delle autorità
L'Associazione promuove il prodotto storico nella Notte Verde Bianca e Rossa il 6 e 7 agosto per esaltare la tipicità locale a cui è dedicato l'evento Zaff a fine ottobre
Streetfood in occasione della notte dello stile italiano a Città della Pieve (Pg) nel fine settimana del 6 e 7 agosto allestirà un vero e proprio Villaggio di sapori in via Icilio Vanni strettamente legato al territorio e ai suoi prodotti locali in collaborazione con il Comune di Città della Pieve (Pg) e il Consorzio di tutela dello Zafferano.
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Civico 38 live a Spoleto in Piazza del Municipio
E' in corso il concerto del gruppo spoletino Civico 38, stasera propongono un viaggio musicale nel mondo degli anni 60, dai Corvi ai Betles e i Rolling Stones.Un successo di pubblico arrivato dal web e dalla strada, attratto dalle sapienti note di questo eterogeneo gruppo di musicisti spoletini:
Rosella Solfaroli (voce)
Lucio Patacca (voce)
Marcello Sorbi (voce)
Marco Manili (chitarra)
Giacomo Brunini (basso)
Antonio Pompili (chitarra e percussioni)
Saba Tulipani (batteria)
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L' olio extra vergine d'oliva
Un alimento di prima necessità utilizzato per migliaia di anni nell’area mediterranea sta divenendo popolare in tutto il mondo per le sue caratteristiche che lo distinguono dagli altri olii vegetali
In particolare l’importanza biologica dell’olio di oliva è dovuta alla sua documentata azione nel ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.
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In Umbria a Icciano è nata la Locanda del Tempo
Icciano – La Tenuta del Tempo, un’Azienda Agricola giovane, piccola e … presuntuosa. Con tanta voglia di crescere ma.. senza fretta.
E ha voglia di aprirsi alla gente!
Per questo nasce La Locanda del Tempo.
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micromuseo inaugura la nuova sede
Con una mostra dedicata al ciclo "percorsi di pittura e poesia" N°10, micromuseo riapre in una nuova ed antichissima location nel centro storico di Spoleto tra le mura basali di un tempio Templare, in Vicolo della Basilica 8 .L'inaugurazione alle 14.30 di domenica 12 giugno 2011, della mostra vedrà un confronto ed una relazione profonda tra la poesia di Maria Rita Cardarelli e la pittura di Luca Ricci di Regno, tra Quadri e Poesia, tra Haiku e microteatro delle emozioni.
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Marco Cappello Era Vulgaris Bartolomeo Migliore
Nike
Giovedì 16 giugno 2011 ore 18.30
dal 17 giugno al 31 luglio 2011
"...estrapolare una parola, una frase, da una canzone, da una pubblicità vuole dire a un tempo esaltarla e deprimerla, perchè la ripetizione e la decontestualizzazione la trasforma prima in un significato univoco ("mono") poi in un segno significante e infine in un mero segno grafico, in una specie di decadimento di valore significante che non ha bisogno di ere geologiche come gli elementi chimici, ma semplicemente
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micromuseo inaugura ORGANICA
Il 24 giugno 2011 ore 17.00 in contemporanea all'apertura del Festival dei 2 Mondi di Spoleto, micromuseo presenta ORGANICA, nei nuovi spazi di Vicolo della Basilica 8 a Spoleto. La mostra cerca di offrire in modo organico una presentazione di anime artistiche appartenenti a diversi settori dell'Arte e dellla Cultura:
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SPOLETO STUDY ABROAD this morning..in concert
This morning, Friday July 29 at 11:00 am the Spoleto Study Abroad singers and actors will present a program at the Albergo San Carlo in Spoleto. Performances include scenes from Mozart's "Le nozze di Figaro," dramatic monologues and choral works presented by the SSA Choir. No admission required.
Questa mattina, venerdi July 29, 11:00 am, gli studenti di SPOLETO STUDY ABROAD presenteranno in concerto: il coro ed anche scene da "Le nozze di Figaro."
Albergo San Carlo, Spoleto
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Libia le ultime ore di Gheddafi
Joseph Zarlingo
Lunedi' 22 Agosto 2011
Centocinquantasei giorni di insurrezione, guerra civile e intervento internazionale hanno concluso nella notte 42 anni di regime in Libia. A Bengasi decine di migliaia di persone hanno aspettato per tutta la notte la “notizia”, la cattura o la morte del “leader della rivoluzione”, il golpe militare che il 1 settembre 1969 rovesciò la monarchia di re Idris, considerato troppo
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domenica 4 settembre 2011
“MICROCOSMI - Del Quadrato Nero” dell’artista teramana Gabriella Fabbri .
Il giorno 9 ottobre 2010 alle ore 17,30 presso la Galleria “La Bottega dell’Arte” di Spoleto sarà presentata a cura di Maria Cristina Ricciardi la mostra personale “MICROCOSMI - Del Quadrato Nero” dell’artista teramana Gabriella Fabbri .
L’esposizione riguarderà una sola sezione di un lavoro molto più ampio e complesso dal titolo “Giochi Cosmici” e precisamente quella che potrebbe essere definita “MICROCOSMI - Del quadrato Nero” dal momento che tutte le sessanta tele, esposte singolarmente o riunite in composizioni di sette o nove tele di varie dimensioni e colori, ne presentano uno, come simbolo della potenzialità creativa dell’esistenza. I Microcosmi, infatti, scaturiscono da una visione lenticolare della realtà che, mostrando la sua struttura vibrazionale lascia emergere tutto ciò che nella grandezza macroscopica non sarebbe possibile cogliere e mettere a fuoco. Le opere, realizzate in forma quadrata, in dimensioni e colori diversi, vanno a costituire un unicum dal momento che il quadrato nero diventa sfondo da cui esse sembrano emergere; inoltre sono in relazione tra di loro, sia nelle proporzioni, sia nella varietà delle gamme cromatiche, che dai colori primari si estendono ai complementari, ai ternari, ai tonali in una miriade di sfumature e possibili combinazioni, esprimendo l’incessante e multiforme fluire dell’esistenza. L’intensità della vibrazione materica sottolinea il processo creativo, dando al colore forza e spessore.
I Microcosmi-Sequenze di Gabriella Fabbri
Dopo la recente personale, tenuta a Palazzo Cerulli, Gabriella Fabbri torna ad esporre a Teramo, nel suggestivo spazio di Santa Maria a Bitetto, oggi auditorium cittadino. A questo importante ciclo di lavori, presentato nella primavera 2009, denominato “Microcosmi” ed incentrato sui significati di un partecipato universo e di una spazialità fisica connessa alla geometria del colore, segue oggi un ulteriore ragionamento - anticipazione di una prossima più ampia progettualità - in cui ella torna a rendere visibile, attraverso la costruzione pittorico-oggettuale, la propria linea di connessione tra pensiero estetico e pensiero scientifico. Trova qui il suo seguito quella riflessione, da lei già avviata, che pone ogni singolo dipinto come elemento, parziale ma al tempo stesso costitutivo, di una totalità vasta ed imponderabile. “Microcosmi Sequenze” è il titolo di questa ultima stagione, così didascalica da appuntarsi in una serie di passaggi progressivi, articolati in due sequenze di tre trittici ciascuno, ed in una di tre dittici. Ogni successione vive la doppia condizione di opera compiuta e di elemento funzionale alla concatenazione, sintetizzando, sul piano di un minimalismo installativo di matrice neoconcettuale, che risponde alle complesse sollecitazioni offerte dalla meccanica quantistica, le logiche di quel cambiamento che intercorre nei diversi stadi delle sequenze proposte, e dei nuovi rapporti formali, cromatici e luministici, che da questo si generano. Di nuovo il confronto con la territorialità misteriosa, sconfinata e affascinante, abitata dalle sole esperienze che Arte e Scienza sanno mostrarci nella pratica dell’esercizio intuitivo e della libera conoscenza.
Il lavoro di Gabriella Fabbri si pone, dunque, come strumento di sensibile registrazione, di quei nessi sempre sorprendenti che contraddistinguono la sua analisi estetica di sentita ed umana partecipazione alle multiformi dinamiche che ci contengono e di cui ogni individuo reca traccia, nel cammino a cui siamo incessantemente sottoposti, nei mutamenti che intercorrono e nei significati che, giorno dopo giorno, impariamo a dare alle cose.
Maria Cristina Ricciardi
FONTE
Luca Ricci di Regno: museo giudaico berlino VIDEO E FOTO ISTALLAZIONE
FONTE
MICROFESTIVAL AL MICROMUSEO 2006
microfestival micromuseo
dal 30 giugno 2006 al 16 luglio
v.mercato 21 spoleto 329 612911 info@micromuseo.it
"ARTE E RIVOLUZIONE"
40 manifesti della rivoluzione russa dal1917 al 1930
Curatore luca ricci
"CINEMA E RIVOLUZIONE"
manifesti del cinema russo dal 1924 al 1931
ricerca iconografica di caio mario garruba
30 giugno h 18.00 "corazzata potemkin" (1925) di s. ejzenstejn
h 20.00 "stalker" (1979) di a. tarkovskij - live soundscape di DJ sydney
rome. 8 luglio h 20.00 esa bang "la sposa occidentale"
"IL GRANDE CINEMA RUSSO"(PROIEZIONI)
SERGEJ M. EJZENSTEJN
ivan il terribile(1944)
la congiura dei boiardi
la corazzata potemkin(1925)
aleksandr nevskij(1938)
ANDREJ TARKOVSKIJ
andrei rublev
stalker (1979)
solaris
ALEKSANDR SOKUROV
elegia russa
CALENDARIO EVENTI MICROFESTIVAL AL MICROMUSEO
30 giugno 2006 ore 18.00 inaugurazione
40 MANIFESTI RIVOLUZIONE RUSSA/1917-30):
apsit-deni-fidman-isenberg-radakov-ivanov-maiakowski-valerianov-lissizki-kot
scerghin-moor-rodcenko-simakov
curatore luca ricci
MANIFESTI DEL CINEMA SOVIETICO(1924-1931)
da una ricerca iconografica di
caio mario garruba
ore 18.00:
proiezione del film "la corazzata potemkin"
di s.m.ejzenstejn
Ore 20.00
proiezione del film stalker
di a.tarkovski
con D.J.sydney rome in live soundscape
sabato 8 luglio ore 20.00 e replica ore 23.00:
"LA SPOSA OCCIDENTALE"
la shock-performace di esa bang presentata a parigi
micromuseo v.mercato 21 spoleto ingresso gratuito - sempre aperto tel.
334 2802528 info@micromuseo
FONTE
MICROMUSEO ESA BANG
micromuseo06/07/06
via mercato 21 spoleto info@micromuseo.it tel 3342802528
ESA BANG AL MICROMUSEO IN “LA SPOSA OCCIDENTALE”PERFORMANCE LIVE
Sabato 8 luglio ore 20.00 con replica alle 23.00 Esa Bang si mette in gioco
all’interno di micromuseo in V.del Mercato 21 a Spoleto.Quanti volessero
interagire all’interno del micromuseo come spettatori attivi della
performance dovranno prenotare la presenza vista la limitata
disponibilita’di spazio(telefono curatore 329 6128911 Luca Ricci).L’ingresso
e’ gratuito e l’artista
si raccomanda affinche’ non partecipino minorenni,cardiopatici e donne
incinta.Enzo Correnti si occupera’ della “sposa occidentale” in qualita’ di
costumista e Umbro Saliti della fotografia.
la scenografia rimarra’ quella della mostra in corso su cinema e
rivoluzione.La musica sara’curata tecnicamente da DJ Sydney Rome;curatore
Luca Ricci
Uniamo a questo comunicato stampa in allegato anche il testo critico di
Savino Marseglia,critico e curatore di Palazzo Datini a Prato,ed il testo
critico di Suomen.
recensione di Suomen.
"Al momento l'unica persona degna di portare il nome d'artista è Esa Bang "
( Martyn Zadeka)
"...la performance di Esa Bang "La Sposa Occidentale",in cui
l'artista, nota
per aver collaborato come modella e performer per vari artisti
internazionali ( vedi biografia su www.artforartist.org) ,ha elaborato una
singolare messa in scena iperrealistica della sposa,vista da Esa come icona
autodistruttiva della donna,come identità negata,perchè soffusa e soffocata
dietro al velo di presunte certezze e palesi incertezze" (Suomen
Esa Bang
Un vulcano in eruzione
C’è un’artista che ha “la libertà”, direbbe lei, come chiodo fisso. Questo
perché ogni persona non dovrebbe forse aver diritto a realizzare i propri
sogni, noi stessi che per primi siamo fatti di sogni per dirla con le parole
di Shakespeare ? Perché per essere ciò che veramente siamo, dobbiamo
continuare a subire ogni sorta di prigione religiosa, sociale e morale in un
sistema che ci tarpa le ali e priva ciascuno di noi della propria identità ?
Per Esa Bang l’arte non può essere ridotta ad una semplice attività passiva:
essa è un vero e proprio mezzo di sopravvivenza, la manifestazione di una
precisa urgenza interiore, che si traduce in un atto di liberazione con cui
talvolta è duro misurarsi.
La sua opera trova le sue ragioni più profonde nel tentativo di minare alle
fondamenta tutte quelle istituzioni-tabù, quali ad esempio il matrimonio, la
denuncia di quelle violenze non solo fisiche che troppe volte hanno a che
fare con le intolleranze religiose, l’abolizione delle distinzioni tra i
sessi fino ad arrivare al dolore del suo “non essere”.
Su ognuno di questi temi, questa straordinaria e versatile performer conduce
da ormai cinque anni una propria e originale ricerca nutrita da un impegno
profondo e da una sferzante tensione creativa. Il suo corpo messo in gioco
diventa protagonista indiscusso delle sue struggenti performances.
Le sue membra pensanti interagiscono l’una con l’altra riappropriandosi di
una dimensione carnale ed immaginifica negletta, storicamente posta ai
margini dall’ipocrisia di una cultura dominante da sempre impegnata a
nascondere il marcio della propria sporcizia morale e ideologica attraverso
lo svilimento dell’immaginazione soggettiva e il rifiuto dell’autenticità e
della libertà della vita.
La stessa vita, indomita e ribelle, di Esa Bang – per sbarcare il lunario
lavora come modella vivente – è la vera fonte di ispirazione delle proprie
performances live attraverso cui in modo realistico descrive situazioni di
vita vissuta al di fuori delle regole, denuncia l’ipocrisia e la falsità
delle convenzioni morali e l’abbandono da parte dell’essere umano dello
stadio naturale della vita. Il risultato finale si concretizza in una
straordinaria capacità comunicativa ed espressiva corroborata dall’uso di
linguaggio originale e “ribelle” che sa andare diretto al cuore dei sensi e
colpirlo.
Quello che più colpisce lo spettatore ne “La Sposa Occidentale” è il
realismo portato alle estreme conseguenze dell’evento.
Una naturalezza imperturbabile anima la gestualità del corpo, che con la sua
indolenza irrompe nello spazio, si dilata, trascina il pubblico su cui si
riversa la ritualità stessa del matrimonio, per poi prendere il ritmo
accelerato del respiro con cui viene plasmata la falsa identità della
cerimonia, per finire con la lacerazione del vestito bianco, espressione di
una ritualità violata. La fissità assente del volto e il corpo nudo e
immobile sono infine i mezzi con cui si palesa ai nostri occhi il dramma.
La ricerca creativa di Esa Bang è una denuncia aperta e di grande efficacia
sulle contraddizioni dei ruoli imposti da un sistema sociale e culturale
logoro e desolato nella sua alienante monotonia. Vi è il tentativo di
denunciare la falsità dell’identità femminile, di svelare gli aspetti
politici, sociali e religiosi celati nella parola “matrimonio”.
Ciò che interessa all’artista è unire la dimensione soggettiva della libertà
e dell’amore, senza separarli da se stessi: la libertà diventa condizione
positiva della realtà, l’amore, possibilità vitale dell’essere di vivere
tanti amori nel corso temporaneo della vita.
Attualmente Esa Bang lavora ad una serie provocatorie di immagini
fotografiche del suo corpo, trasformato dalla sua capacità espressiva in
diverse identità femminili, col fine di scavare nel suo profondo intimo. Una
ricerca creativa intrigante che irrompe come un vulcano in eruzione,
animato da un movimento continuo e incessante, che distrugge tutto ciò che
ostacola e opprime la vita. Un vulcano, che nella sua forza distruttrice,
lascia affiorare infiniti sentieri caldi e solchi profondi di libertà
afferrandoci alla vita.
Testo critico di Savino Marseglia
FONTE
micro lorìa
Successo di critica e di pubblico al vernissage di Aristide Lorìa al micromuseo di Via del Mercato 13 a Spoleto. La mostra percorre con 18 opere un triplice inedito modo di esprimersi dell’anima del, giovane artista spoletino che all’età di 26 anni interpreta magistralmente e con una originalità senza precedenti la contemporaneità,della sua generazione: Un atto di resa e di denuncia, un ragazzo uomo che con modestia e risolutezza timidamente urla al mondo il suo dolore e la sua disapprovazione verso un passato che ha defraudato il presente della gioia ma non della forza di ergersi sopra, oltre le fumose sterili congetture di una realtà malata priva,nel suo dipanarsi, di giustificazioni storiche e morali.Le immagini fotografiche parlano da sole ….
La presenza ed i commenti entusiastici di persone di riconosciuto spessore culturale come l’architetto Macchia ed alcuni galleristi capitati in modo forse casuale confermano la nostra previsione di un futuro internazionale per la carriera artistica di Aristide Lorìa.Il comune di Spoleto ed il suo assessore Architetto Flamini, hanno dimostrato una lungimirante intuizione nel valorizzare l’eccezionalità dell’artista, con la sua prima mostra dedicata presso il chiostro di S.Nicolo
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Mater di Gilulio Greco
Giulio Greco: Sentieri, per un’ antologica ( 1971- 2011):
EVOLVERE IN SENO ALLA LUNA
Dal 26 marzo al 10 aprile 2011 si tiene presso l’ex-museo civico di Spoleto la mostra personale di Giulio Greco, promossa dall’OPE ( Osservatorio parlamentare europeo), dalla LUPE( Università popolare europea) e dallo Spoleto Festival Art: Sentieri , per un’antologica; appunto un’ antologica perché Giulio Greco, nato a Salerno nel 1949, inizia la sua nutrita e documentata attività di pittore e ricercatore di nuove tecniche espressive fin dall’inizio degli anni ’70 dello scorso secolo a Firenze, ove presso l’Accademia delle Belle Arti terminerà gli studi sotto la guida di Afro Balsadella e Vinicio Berti, per poi dedicarsi negli anni ’90 anche all’attività di scenografo teatrale: ogni sua opera infatti ha un’intensa drammaturgia, una liturgia cosmica, fortemente pregna della poeticità propria dell’autore. Cito solo qualche titolo , o meglio qualche verso, di un cantico pitto-scultereo di un’anima gravida di mille eteree sensazioni terrene: cieloterra, sogno di Odisseo ( senza Itaca), aggiavulà, la danza che illuminò la notte,poggio la scala/ci-presso la luna,fior di noi, de-gener-a-zione, il silenzio necessità interiore, un vuoto che germoglia,aravo con cuore,l’oracolante con fior di cuore, cuor d’ala per luna, il vuoto che si incunea, il canto del vuoto, quasi angelo il fiore, la luna che nutre.
Già il titolo di fatto introduce il fruitore in un orizzonte lunare, ove la materia vissuta , la juta corrosa, alleggeriscono le tensioni del quotidiano in una spiritualità umanizzata da influssi angelicamente femminili. Giulio Greco è prima di tutto un disegnatore con la mano felice : lo dimostra il suo opus figurativo per nulla scontato e già aperto alle nuove tendenze dell’ultimo trentennio dello scorso secolo. La sua è una modernità che , ricercando l’equilibrio nella composizione, rende omaggio al grande insegnamento dei classici ellenici (l’artista è nato Greco nella Magna Grecia per poi trasferirsi nella Firenze del Rinascimento): l’avanguardia è tornata all’archè di tutto, ovvero al bilanciamento delle linee di forza nella semplicità dell’insieme, per nulla superflua , anzi ricercata. Inoltre molte sue opere possono definirsi pitto-sculture: la tela o la tavola divengono il supporto ove la juta è applicata a strutture in genere lignee o viene integrata ad altri oggetti, che si tramutano così in elementi dialettici nella scena vivente del manufatto artistico.
Nell’opera del Greco sacro e profano coesistono e volano insieme su ali d’angelo: l’angelo è appunto la grande e maestosa juta del ’92, quasi uno stendardo di una nobile e antica casata: a testimoniare la grande riverenza che l’artista nutre verso un personaggio che si può incarnare anche nel corpo di una donna, sulla scia della grande tradizione letteraria , tutta stilnovistica e quindi dantesca, della donna-angelo. Ma c’è da dire che la religio del Greco è per lo più di matrice meridionale : nuovi oracolanti evocano gli spiriti degli aruspici che li hanno preceduti e i simboli della devotio popolare cristiana denunciano l’attuale degrado morale, che, parafando il titolo di un’opera dell’artista è una de-gener-a-zione . Così infatti si intitola un’opera del 2.000 in cui di un cuore sacro, evoluzione laica del sacro cuore, non rimane nulla, se non una labile ombra, perché l’ex-voto è ormai smarrito e ha lasciato un vuoto significativo : spetterà alla coscienza di ognuno ( un angelo appunto ) a riportare un cuore pulsante al fulcro di questa nostra storia, ora più che mai lacerata.
Giulio Greco guarda e rappresenta il fluire di questo mondo con occhi di donna e sa entrare con empatia nella psiche e nel cuore di questa creatura che non a tutti ri-vela la sua intima e propria realtà. L’opera del manifesto è Mater (2003), una pitto-scultura di forma ellittica e di orientamento verticale nel cui centro si svolge la vita e con gli estremi vuoti , che navigano verso l’ignoto; una reinterpretazione della vulva ove la sessualità è il primo gradino di un’iniziazione all’amore. A tal proposito scrive Saffo: C’è sull’alto del ramo, alta sul ramo/più alto, una mela/rossa: /dai coglitori dimenticata. L’ars amandi è quindi regolata dalle fasi lunari: la donna è una sacerdotessa che va rispettata nel suo mistero, lei è la madre terra che genera i fiori e quanto di nobile esiste , lei è la musa Selene: la luna appunto in dialogo con l’intero esistere del creato. E Saffo conclude: Dimenticata? No!non fu raggiunta.
Sandro Costanzi
Tramite Flickr:
Giulio Greco: Sentieri, per un’ antologica ( 1971- 2011):
EVOLVERE IN SENO ALLA LUNA
Dal 26 marzo al 10 aprile 2011 si tiene presso l’ex-museo civico di Spoleto la mostra personale di Giulio Greco, promossa dall’OPE ( Osservatorio parlamentare europeo), dalla LUPE( Università popolare europea) e dallo Spoleto Festival Art: Sentieri , per un’antologica; appunto un’ antologica perché Giulio Greco, nato a Salerno nel 1949, inizia la sua nutrita e documentata attività di pittore e ricercatore di nuove tecniche espressive fin dall’inizio degli anni ’70 dello scorso secolo a Firenze, ove presso l’Accademia delle Belle Arti terminerà gli studi sotto la guida di Afro Balsadella e Vinicio Berti, per poi dedicarsi negli anni ’90 anche all’attività di scenografo teatrale: ogni sua opera infatti ha un’intensa drammaturgia, una liturgia cosmica, fortemente pregna della poeticità propria dell’autore. Cito solo qualche titolo , o meglio qualche verso, di un cantico pitto-scultereo di un’anima gravida di mille eteree sensazioni terrene: cieloterra, sogno di Odisseo ( senza Itaca), aggiavulà, la danza che illuminò la notte,poggio la scala/ci-presso la luna,fior di noi, de-gener-a-zione, il silenzio necessità interiore, un vuoto che germoglia,aravo con cuore,l’oracolante con fior di cuore, cuor d’ala per luna, il vuoto che si incunea, il canto del vuoto, quasi angelo il fiore, la luna che nutre.
Già il titolo di fatto introduce il fruitore in un orizzonte lunare, ove la materia vissuta , la juta corrosa, alleggeriscono le tensioni del quotidiano in una spiritualità umanizzata da influssi angelicamente femminili. Giulio Greco è prima di tutto un disegnatore con la mano felice : lo dimostra il suo opus figurativo per nulla scontato e già aperto alle nuove tendenze dell’ultimo trentennio dello scorso secolo. La sua è una modernità che , ricercando l’equilibrio nella composizione, rende omaggio al grande insegnamento dei classici ellenici (l’artista è nato Greco nella Magna Grecia per poi trasferirsi nella Firenze del Rinascimento): l’avanguardia è tornata all’archè di tutto, ovvero al bilanciamento delle linee di forza nella semplicità dell’insieme, per nulla superflua , anzi ricercata. Inoltre molte sue opere possono definirsi pitto-sculture: la tela o la tavola divengono il supporto ove la juta è applicata a strutture in genere lignee o viene integrata ad altri oggetti, che si tramutano così in elementi dialettici nella scena vivente del manufatto artistico.
Nell’opera del Greco sacro e profano coesistono e volano insieme su ali d’angelo: l’angelo è appunto la grande e maestosa juta del ’92, quasi uno stendardo di una nobile e antica casata: a testimoniare la grande riverenza che l’artista nutre verso un personaggio che si può incarnare anche nel corpo di una donna, sulla scia della grande tradizione letteraria , tutta stilnovistica e quindi dantesca, della donna-angelo. Ma c’è da dire che la religio del Greco è per lo più di matrice meridionale : nuovi oracolanti evocano gli spiriti degli aruspici che li hanno preceduti e i simboli della devotio popolare cristiana denunciano l’attuale degrado morale, che, parafando il titolo di un’opera dell’artista è una de-gener-a-zione . Così infatti si intitola un’opera del 2.000 in cui di un cuore sacro, evoluzione laica del sacro cuore, non rimane nulla, se non una labile ombra, perché l’ex-voto è ormai smarrito e ha lasciato un vuoto significativo : spetterà alla coscienza di ognuno ( un angelo appunto ) a riportare un cuore pulsante al fulcro di questa nostra storia, ora più che mai lacerata.
Giulio Greco guarda e rappresenta il fluire di questo mondo con occhi di donna e sa entrare con empatia nella psiche e nel cuore di questa creatura che non a tutti ri-vela la sua intima e propria realtà. L’opera del manifesto è Mater (2003), una pitto-scultura di forma ellittica e di orientamento verticale nel cui centro si svolge la vita e con gli estremi vuoti , che navigano verso l’ignoto; una reinterpretazione della vulva ove la sessualità è il primo gradino di un’iniziazione all’amore. A tal proposito scrive Saffo: C’è sull’alto del ramo, alta sul ramo/più alto, una mela/rossa: /dai coglitori dimenticata. L’ars amandi è quindi regolata dalle fasi lunari: la donna è una sacerdotessa che va rispettata nel suo mistero, lei è la madre terra che genera i fiori e quanto di nobile esiste , lei è la musa Selene: la luna appunto in dialogo con l’intero esistere del creato. E Saffo conclude: Dimenticata? No!non fu raggiunta.
Sandro Costanzi
FONTE
micromuseo nino cramarossa cento 100 volti di donna 2006
micromuseo nino cramarossa cento 100 volti di donna 2006, un set su Flickr.
Tramite Flickr:
hai terminato il lavoro dei 100 volti di donna , ne sei soddisfatto?
- finalmente posso tirare un respiro di sollievo !
- ti e' costato troppo ? .
- mi spiego meglio. Mentre ero ospite al micromuseo per la mia personale mi
è stata fatta la proposta,dal curatore della mostra , di realizzare il progetto; ho accettato con entusiasmo perchèl'idea era a dir poco geniale !
- sembra che te ne sia pentito !.
- non si tratta di pentimento , ho accettato con entusiasmo senza valutare
il lato pratico , tecnico -lavorativo e soprattutto le scadenze ....
sarebbe stata solo mia la colpa , se avessi fatto un flop di questa iniziativa !
i primi dubbi ed ansie sono venute fuori subito al momento del viaggio di ritorno a Roma ...
valutavo freddamente i rischi che correvo nell'aver accettato tale incarico , tutto mi era contro !
- cosa in particolare ?.
- anzitutto le scadenze ... avevo le ore contate !
i miei scatti dovevano essere tutti elaborati al computer e pronti in 4
giorni per essere inviati a Mariarita Cardarelli che avrebbe commentato ogni singola foto. Dopo tale laborioso lavoro di accoppiamento frase-immagine
,c'erano le scadenze col grafico che avrebbe realizzato questo concretamente
sulle 100 immagini ... tutto questo doveva essere pronto massimo il 27
febbraio. Le 100 immagini complete di commento andavano poi portate in tipografia a Perugia ... per divenire grandi posters da affiggere in giro per la città..... se fallivo io falliva tutto il team che aveva lavorato per questa impresa!(per questo ringrazio te,Mariarita e Lorenzo Fiori per la sua perizia grafica).
... devo precisare che in media il lavoro di elaborazione di ogni mia
immagine al computer mi prende come minimo almeno una giornata lavorativa
.... prima che ne possa esserne soddisfatto ....
.... c'era poi la ritrosia delle donne ad essere fotografate ... che non
avevo previsto ....” non sono fotogenica” .... mi diceva la maggior parte delle donne contattate
.... dovevo convincere le donne e nello stesso tempo combattere con la luce
che andava man mano a scemare ....
.... senza poi parlare degli scatti .... in genere per un singoloritratto
faccio almeno 36 scatti .... qui ero fortunato se per ogni donna ne avevo 3
... di molte ne avevo solo uno ....
credimi ! ... che stress !!!
- e' stato difficile per te ? .
- a questo non pensavo quando ero in azione ! ..... l'adrenalina scorreva
nelle mie vene .... sia mentre facevo gli scatti , sia quando elaboravo le foto ....
.... scusa mi viene ora da ridere ....
- a quale riguardo ? .... siamo curiosi di ridere anche noi ! .
- pensavo al servizio televisivo di Spoleto 7 giorni fatto sul micromuseo durante la mia mostra
- spiegati meglio !
- mi vengono in mente quei due simpatici giornalisti che parlavano di me
senza avermi mai conosciuto e che mi hanno apostrofato come un artista GAIO
- non dovevano dirlo ?
- hanno fatto benissimo .... non ho niente da nascondere o di cui vergognarmi ...
erano davvero simpatici ... se li vedi ... diglielo da parte mia !
- ma perche' ti viene da ridere ?
- per il fatto che un GAIO come me ha trascorso in intimita' 4 giorni e 4
notti in studio a elaborare le foto, con piu' di cento donne in profonda intimita'
procurandomi un orgasmo cosmico !
- sono curioso .... cosa e' avvenuto ?
- come poteva non accadere questo ? ognuna mi guardava e mi sorrideva
...
erano tutte belle di una luce che partiva dalla loro essenza .... non
conoscevo il loro nome e la loro storia .... ma mi parlavano e mi sembrava
di aver fatto nuove amicizie ... in tutte indistintamente vedevo
nobilta' , intelligenza , calore ... mi sono innamorato di tutte e 100 !!!
- sei allora soddisfatto e aspetti con ansia il giorno in cui ,l’8 marzo le tue
100 immagini saranno esposte nella citta' ?
- sono terrorizzato .... credimi !
non sempre l'innamorato e' corrisposto da chi ama .... la donna e' piu'
intuitiva dell'uomo .... e se questo non e' alla sua altezza lo molla...
l’8 marzo le donne mi potrebbero amare o LINCIARE .... vedremo ...
Comunque desidero approfittare della tua intervista per comunicare alle 100 donne
che ho ritratto che l’ 8 Marzo consegnero’loro 100 foto dei loro volti con il mio ringraziamento
e la mia firma come omaggio alla loro simpatica collaborazione.Approfittero’della fine programma al chiostro di San Nicolo dove il l’Amministrazione Comunale ,che ringrazio per il significativo sostegno ,ha organizzato un importante convegno e successivamente una performance di danzateatropoesia(micromuseo e il focolare).Le foto non consegnate rimarranno a disposizione in futuro presso micromuseo di via del mercato 21 a Spoleto
- caro nino , grazie .
- grazie a te luca
FONTE
